Il (mio) corretto approccio all’allestimento di un acquario

Il (mio) corretto approccio all’allestimento di un acquario

Si scrive sempre molto su cosa serve e cosa non serve per allestire correttamente un acquario, ma si guarda sempre poco a chi poi lo andrà ad abitare rispetto al tempo speso per scegliere le attrezzature da acquistare ed utilizzare.

l’acquario è un modo per poter mantenere in salute molte specie di animali che altrimenti sarebbero destinate ad essere ammirate da poche persone che hanno il privilegio di vivere in determinate zone del mondo, impedendo anche a noi di essere partecipi della bellezza di molti organismi. A seconda del nostro interesse l’acquario, o meglio la vasca in vetro così denominata, potrà contenere esemplari provenienti dalle zone più impervie di molte nazioni, facendoci fare viaggi restando comodi nel salotto di casa. Questo tipo di intendere l’acquario si chiama acquario geografico o acquario biotopo, ed è la più fedele ricostruzione della natura che siamo in grado di fare.

Il modo di interpretare un ambiente deriva fondamentalmente dalla sua conoscenza, più o meno approfondita, che possiamo avere ed ottenere senza recarci a fotografare di persona l’ambiente da riprodurre.
Penso ad allestire un acquario, poichè ne ho visto uno che mi piace, voglio farlo uguale, cosa devo fare? Rispondere a quasta domanda che mi vieni spesso fatta non è poi così semplice, possiamo copiare le strumentazioni e tuttavia ottenere un risultato opposto a quello osservato.
Perchè? il perchè è spesso insito nella personlità dell’allestitore, che con la sua sensibilità è in grado di cogliere piccoli cambiamenti, ed anticipare correttamente le necessità della vasca, cosa che altri non percepiscono se non quando veramente evidenti.

Per evitare questi risultati sgradevoli è si importante avere buona pratica con le tecniche da applicare e quindi essere pratici ad utilizzare i diversi prodotti che le aziende produttrici ci mettono a disposizione, altresì un buon rapporto con la chimica e la biologia sono importanti per il raggiungimento del risultato. La chimica, se prendiamo in considerazione l’acquario marino è molto complessa e si rischia di avere grossi problemi nel bilanciare le operazioni di mantenimento dei molti parametri.
Lievemente più facile è la gestione dell’acquario di acqua dolce anche se per ottenere certi llivelli di allestimenti è importante dosare fino all’ultima gocia di prodotto giornalmente.
La biologia dovrebbe essere parte integrante della formazione di ogni buon acquariofilo, sia di nuovo che vecchio corso, se vogliamo tenere animali particolari come i pesci è essenziale capire come e cosa gli serve per vivere (si pensi al solo fatto del vivere in acqua, e alle modificazioni che questo comporta).

Come ovviare alle nostre personali carenze? La prima cosa di cui mi accorgo vagabondando in internet e partecipando ai forum di acquari, è la scarsa letteratura che viene presa in riferimento, ma piuttosto ci si basa su consigli di alcuni illustri personaggi, che vantano vasche allestite in modo eccellente, non fornendo dati ne sulla spesa sostenuta o sull’impiego del tempo dedicatogli. Per me non esiste libro indegno di essere letto, poi sta a noi rileggere il tutto in chiave delle moderne tecnologie offerte oggi. Libri anche datati possono essere un ottimo elemento per avvicinarci all’acquario, sostituendo gli elementi non più attuali con i moderni ottengo un valido arricchimeto personale, ma soprattutto, e per nostra fortuna, molte cose in chimica e biologia non cambiano, magari si trasformano e si arricchiscono di dettagli, ma la base resta sempre valida.
Altro importante spunto lo possiamo ottenere dai negozianti, che con la loro esperienza ci trasmettono piccole nozioni in ogni discussione. Il negozio e il suo titolare non sono persone che valutano i nostri risultati, ma senplicemente avendo molta esperienza possono collegare avvenimenti a cui noi non abbiamo prestato troppa attenzione aiutandoci a collegarli ci forniscono la soluzione.
Come fa il negoziante a sapere cosa ho sbagliato? Sicuramente con il tempo impara a conoscerci, ma se entrate in un negozio e quando spiegate il vostro problema, l’operatore non vi riempie di domande, possiamo dire che, o ha altre cose in mente, oppure non gli interessa aiutarvi.
Il mio primo negoziante, quando ero un pischello era quello in paese (facile da raggiungere in bicicletta), e ricordo che sopra alla cassa aveva un cartello con scritto “non ci sono domande stupide, se ti viene il dubbio, falla”. In questo ancora oggi ritrovo il coraggio di dire “non lo so” oppure “non ho capito”, e se qualcuno alla mia domanda storce il naso, bhè non sono io quello che ci perde.
Lo stesso facciamo tutti i giorni sui Forum in internet, qualcuno ha un dubbio, fa la domanda, ed altri gli rispondono. Un ottimio modo di aumentare le proprie conoscenze, a patto che chi dia la risposta sia sicuro di ciò che sta dicendo… e qui i miei dubbio sono veramente forti!

Bando alle divagazioni, come faccio a fare il mio acquario? Leggi, Leggi, Leggi e quando i libri saranno finiti (purtroppo le pubblicazioni non sono così tante)…. cambiate lingua e continuate a leggere. Ma leggete non solo libri rivolti all’ acquario, ma leggete di chimica, biologia e biologia marina, botanica, biochimica, anatomia, fisiologia, medicine alternative, veterinaria, patologia, ecologia, natura, storia, cultura e ocietà. Per nostra fortuna è un hobby che ci può fare interessare a moltissime discipline.

Anche uno o più negozianti possono essere una piacevole compagnia, apprezzo personalmente molto i luoghi dove ci si ritrova anche solo per far chiacchere su acquari, una nuova filosofia di negozio, che non vede il cliente solo come un portatore di problemi e soldi.

Buon divertimento a tutti.

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