Il pH

Il pH negli acquari

La concentrazione degli ioni H+

Partiamo dalla spiegazione più semplice, quella chimica. Per pH in chimica si intende la concentrazione degli ioni H+ (cationi idrogeno) presenti in una soluzione acquosa. Opposta alla scala pH c’è la scala pOH- di cui non sentirete mai parlare che misura l’alcalinità della stessa soluzione acquosa. La somma della scala pH e pOH da come risultato 14, valore massimo di entrambi le scale.

Il pH esprime la concentrazione (molare) degli ioni H+ e viene calcolata con un anti logaritmo in base dieci degli stessi quindi il

pH= -log10[H+]

dove [H+] esprime la concentrazione molare degli ioni di idrogeno.

La scala va da un valore “0″ acidità ad un valore “14″ che esprime la basicità, di conseguenza al valore “7″ corrisponde l’equilibrio tra le concentrazioni di H+ e OH-.

Cosa ci interessa sapere del pH? la cosa principale che è sempre da tenere in considerazione è che la differenza tra un punto di pH comporta un ingrandimento del valore degli ioni di 10 volte, il che detto così non sembrerebbe neuppure tanto però se mettiamo tutti gli zeri al posto giusto notiamo la differenza: per esempio un valore 7 equivale ad una concenrazione pari a circa 100.000.000 di ioni, mentre un valore di 8 equivale a 10.000.000 di ioni. Questa differenza non viene tollerata dagli animali se il cambio è repentino, e provoca grande stress all’animale, il quale se non riesce ad adattarsi può anche soccombere.

Il pH in acquario
Il pH agisce molto anche sul metabolismo e sulle attività cellualri sia delle piante che dei pesci, i batteri essendo molto semplici hanno maggiore facilità ad adattarsi alle variazioni di pH. Il valore del pH varia molto da un luogo all’altro del mondo, ma anche molto da un punto all’altro dello stesso torrente o lago, per questo è molto importante conoscere il valore più corretto per le piante e i pesci dello stesso ambiente. In acqua dolce habbiamo animali che vivono in acque acide come quelle dei diversi bacini idrografici del sud america, pesci che vivono al contrario in Africa che gradiscono pH più elevati come quelli dei grandi laghi Vittoria e Malawi. In ambiente marino al contrario della variabilità dei bacini di acqua dolce la cosa è pressochè invariabile, qualunque sia il mare considerato. In ambiente marino mediterraneo o tropicale il pH è di circa 8,2. Ideale è mantenere stabile questo valore ma in acquario esistono piccole variazioni dovute alla fluttuazione della CO2 libera e si oscilla da un 7,8 al mattino presto fino ad un 8,5 poco prima dello spegnimento delle luci.

Controllare il valore.
Controllare il valore del ph è estremamente facile e veloce. Esistono tuttavia molto modi per farlo. Il più banale è la cartina tornasole, un pezzetto immerso in acqua cambia di colore da confrontare su una apposita scala, ci indica così il valore rivelato. A favore c’è l’esiguo costo del prodotto, contro la poca accuratezza sia di lettura che di riscontro sulla scala. I test colorimetrici sono quelli maggiormente utilizzati in acqaurio. Si basano come il precedente sul viraggio di colore ma sono più precisi, anche se bisogna eseguirne un po per allenare l’occhio. Esistono poi altri strumenti digitali più o meno complessi che misurano il pH con la precisione di due decimali, fin troppo per il nostro uso. A favore hanno la precisione, contro il costo elevato ma ammortizzabile, e la continua cura che bisogna prestare come pulizia e taratura.

Enjoy your reef.

1 Risposta a “Il pH”


  1. 1 tintoretto

    Il PH questo sconosciuto,grazie x l’articolo

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