Monthly Archive for Dicembre, 2009

Le alghe simbionti dei coralli

“L’importanza delle alghe simbionti (Zooxantelle) nella calcificazione dei coralli

Molti gruppi zoologici (phylum) di invertebrati vivono in simbiosi (cioè traggono reciproco vantaggio entrambi gli organismi) con alghe unicellulari, ma la simbiosi tra coralli e le alghe con flagello (zooxantelle o dinoflagellati) è particolarmente interessante perchè è presente in tutte le specie di coralli costruttori di reef corallini.
Inoltre è significante l’effetto delle alghe nella fisiologia del corallo come dimostrato e quantificato chiaramente: i coralli con alghe simbionti calcificaono in un tempo minore alla luce che al buio, mentre i coralli che hanno perso le loro alghe simbionti, calcificano più lentamente e non sono condizionati dalla luce. Quando illuminate, la fotosintesi delle zooxanthellae deve in qualche modo contribuire alla calcificazione dei coralli.
Tre meccanismi vengono proposti per spiegare come le zooxanthellae influenzino la calcificazione:
1) favoriscono la rimozione della CO2 dal corallo che entra a far parte della fotosintesi aiutando la precipitazione del carbonato di calcio; Continua a leggere ‘Le alghe simbionti dei coralli’

BIOTOPI

Alcune caratteristiche chimico-fisiche delle acque del mondo

Un Biotopo è un ambiente di limitate dimensioni tipico in natura caratterizzato dalla presenza di condizioni uniche molto particolari, dove tutti gli organismi vegetali, animali sono ambientati in modo opportuno per poterci vivere. Queste caratteristiche possono diferire se ci spostiamo a breve distanza, rendendo i due ambienti sensibilmente differenti. Le caratteristiche chimiche, la flora e la fauna che ritroviamo in un ambiente lo rendono unico senza che gli animali si ostacolino nelle varie nicchie ecologiche che si sono creati in molto tempo. Uno degli obiettivi primari di un buon acquariofilo è quello di ricreare, alla stregua di un pittore o un appassionato di modellismo, l’ambiente dove vivono i pesci che ha deciso di allevare.

L’America del sud

Il maggior numero di animali che alleviamo in acquario arriva da questa parte del mondo. Discus, neon, scalari, corydoras, microgeophagus, apistogramma, sono originari della zona sub equatoriale americana. Il principale ambiente che possiamo ricreare facilmente in acquario è un piccolo tratto del grande Rio delle Amazzoni che scorre nella immensa foresta pluviale o uno dei suoi innumerevoli affluenti. Sono essenzialmente due gli ambienti che possiamo ricreare in acquario, quello della pozza oppure quello di riva, la differenza maggiore è quella del flusso dell’acqua. Alri accorgimenti di lay-out possono aiutarci a rendere meglio l’idea dell’ambiente ricreato, legni, rocce, piante basse, sono caratteristiche della pozza, mentre radici che partono dagli alberi di riva, piante flessuose e lunghe sono più tipiche del corso d’acqua. Le caratteristiche chimiche dell’acqua sono le medesime. Temperatura sui 24-26°C, pH compreso tra il 6 e 6.5, e durezza o carbonati disciolti superiori ai 50mg/l (vedi articolo sul KH). Elemento caratterizzante la fine della stagione delle piogge è l’imbrunimento ambrato dell’acqua dovuto alla marcescenza di composti organigi vegetali dopo l’innondamento della parte asciutta della foresta.

Grandi laghi Africani
Osservando il continente africano notiamo molti ambienti diversi, dovuti soprattutto all’estensione nord/sud dell’intero territorio. Escludendo il deserto, troviamo subito sotto due zone molto diverse e di nostro interesse: la zona pluviale (dal Senegal al Congo) e la zona della savana con tre immensi laghi, il Tanganica, Vittoria, Malawi. Questi laghi,hanno una storia molto particolare e presentano una popolazione ittaca unica al mondo, poichè sono isolati da molti milioni di anni dal resto, hanno sviluppato popolazioni di pesci molto specializzati per occupare ogni singola nicchia ecologica. Le caratteristiche di questi bacini sono molto variabili, la temperatura varia dai 22 ai 29°C; il pH si attesta sempre su valori 7.5/9.3; il KH ha valori sempre molto alti: da 6 a 20 °dKH, mentre il GH è a valori medi anche molto alti, 5 - 11°dGH. I generi maggiormente presenti sono: Pseudotropheus, Cynotilapia, Tropheus, Haplochromis, Pelvicacromis, Hemichromis, chiamati ciclidi o Mbuna. La vasca deve avere dimensioni notevoli per la dimensione che alcuni generi possono raggiungere anche incattività, consiglio una vasca non inferiore a 120 x 50x 55(h) cm con uno o due filtri.

Le caratteristiche della costa o del fondo dei tre laghi principali si differenzia molto, il fondo è generalmente a grandi massi rocciosi, ma sono presenti parti in sabbia molto estese. La vegetazione di costa non è molto abbondante, quella acquatica quasi completamente assente per il fondo poco ospitale. Molto importante quando si vogliono tenere coppie di questi pesci da riprodurre, è lasciar crescere sulle rocce uno strato di alghette che andrà ad alimentare i piccoli nei primi giorni di vita.

L’africa pluviale
Come accennato sopra, l’africa ha un’altra zona molto interessante per noi acquariofili, la zona pluviale. Nell’africa più occidentale si sviluppa una bella e folta foresta di tipo pluviale, con molti fiumi perenni ed altrettanti stagionali. L’ampiezza della zona interessata molte nazioni e anche le condizioni ambientali del suolo o di clima variano fortemente. La Vasca non deve avere dimensioni eccessive, anche 60 cm possono bastare, poichègli animali originari di questa zona, normalmente commercializzati, non raggiungono dimensioni come quelle dei ciclidi. Le specie principi di pesci di questi ambienti sono Hemicromis, Phenacogrammus, Synodontis, Steatocranus; mentre per le piante ritroviamo il ben noto genere Anubias in tutte le sue specie (Anubias lanceolata, Anubias nana, Anubias congensis) che si alternano in un fondo sabbioso con zone a ghiaia di colore chiara e granulometriamedia. Legni e piccole rocce completano il layout del nostro acquario a foresta pluviale africana. A differenza della regione pluviale amazzonica, in africa l’acqua è sempre molto chiara e limpida poichè il corso dei fiumi è molto corto e non ci sono inondazioni che perdurano a lungo come in sud america.

Il sud est Asiatico
L’ultimo ambiente che ho deciso di descrivere è quello di cui in commercio ritroviamo il maggior numero di specie disonibili, la zona del sud est asiatico. Qui esistono molti biotopi che possiamo ricostruire documentandoci velocemente su internet: la risaia, il corso di un fiume, le acque interne.Questi ambienti si distinguono molto poco l’uno dall’altro, e la maggiore diversità la ritroviamo nella dimensione dei pesci, mentre le piante e i tipi di fondo variano molto poco. Il fondo va da un letto roccioso se parliamo di torrente, oppure di un letto sabbioso molto fine per la risaia o per le acque interne. La vegetazione accoglie veramente molti generei diversi e si possono avere molti paini da arredare, le piante più basse in primo piano e quelle alte sul fondo della vasca o semplicemente a coprire il filtro rendendo il tutto molto naturale.I generiche ritroviamo per la vegetazione sono Blyxa, Nomaphila, Vallisneria, Rotala, Eleocharis, Crynum, Cryptocoryne (Cryptocoryne wendtii, C. ondulata, C. affinis, C.beckettii). Per le specie di pesci troviamo Brachidanio, Betta splendens (pesce combattente), Barbus tetrazona, Trichogaster, Colisa, Labeo, Rasbora, Pangio, Balanthiochelius.
Le condizioni fisico chimiche da mantenere una temperatura costante sui 24°C e un pH 6-6.5, la durezza si attesta sui 50-150 mg di CaCO3 con acqua molto limpida e ben ossigenata.

Altri molti ambienti possono essere ricreati, prima con ricerche bibliografiche, e poi in negozio per rintracciare le specie di pesci e piante disponibili. Vi consiglio di decidere una o due specie che vi piacciono e costruire intorno all’animale prescelto tutto l’ambiente e le caratteristiche chimico fisiche in modo da non avere problemi nell’allevamento, completando poi la popolazione dell’acquario con pesci che non arrechino disturbo al protagonista.

La Terminallia catappa

La Terminalia catappa è il nome scientifico del mandorlo tropicale che cresce nelle regioni del Sud-Est Asiatico,  grazie alle sue molte prorpietà è utilizzato dagli allevatori di discus cper apportare sostane umiche all’acqua. Le foglie marroni che spesso si ritrovano nei sacchetti di pesci ,provenienti dal sud est asiatico, appartengono a questa pianta.

La Terminalia catappa è una pianta molto grossa che può raggiungere i 35 metri di altezza, ha un bellissimo fiore bianco che ricorda quello delle orchidee, e le foglie, che cadono ogni autunno, sono molto grandi e a forma ovoidale misurano una larghezza di 10-14 cm e la lunghezza di 15-25 cm. Il colore è verde scuro, la pagina superiore è lucida e la consistenza è molto dura.

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NUDIBRANCHI, PICCOLI GIOIELLI IN UNO SCRIGNO DI BIODIVERSITA’

Dott.sa Emanuela Balasso - Ricercatrice Università di Ferrara

Quando si pensa ad un reef tropicale l’immagine che si staglia nella nostra mente è un tripudio di forme e colori, una sorta di luogo di prova dove la natura ha dato il via libera alla fantasia, mischiando tonalità accese nel blu delle acque cristalline e inventando organismi con le morfologie più impensabili.

In questo piacevole caos di colori c’è un gruppo di animali che spicca in modo particolare, i nudibranchi, sconosciuti ai più ma che spesso innamorano chi invece li conosce. Diffusi in tutti i mari del mondo, è proprio tra i reef tropicali che sfoggiano le forme più strane e i colori più accesi, e anche dove sono più abbondanti.Dal punto di vista tassonomico sono dei molluschi gasteropodi, quindi appartenenti allo stesso gruppo dei più conosciuti animali con conchiglia a spirale. Questo lo si è stabilito osservando i primi stadi dello sviluppo larvale, che è proprio quello tipico di un gasteropode, in quanto nei nudibranchi non c’è traccia di conchiglia. Continua a leggere ‘NUDIBRANCHI, PICCOLI GIOIELLI IN UNO SCRIGNO DI BIODIVERSITA’’