Le alghe simbionti dei coralli

“L’importanza delle alghe simbionti (Zooxantelle) nella calcificazione dei coralli

Molti gruppi zoologici (phylum) di invertebrati vivono in simbiosi (cioè traggono reciproco vantaggio entrambi gli organismi) con alghe unicellulari, ma la simbiosi tra coralli e le alghe con flagello (zooxantelle o dinoflagellati) è particolarmente interessante perchè è presente in tutte le specie di coralli costruttori di reef corallini.
Inoltre è significante l’effetto delle alghe nella fisiologia del corallo come dimostrato e quantificato chiaramente: i coralli con alghe simbionti calcificaono in un tempo minore alla luce che al buio, mentre i coralli che hanno perso le loro alghe simbionti, calcificano più lentamente e non sono condizionati dalla luce. Quando illuminate, la fotosintesi delle zooxanthellae deve in qualche modo contribuire alla calcificazione dei coralli.
Tre meccanismi vengono proposti per spiegare come le zooxanthellae influenzino la calcificazione:
1) favoriscono la rimozione della CO2 dal corallo che entra a far parte della fotosintesi aiutando la precipitazione del carbonato di calcio;
2) le alghe contribuisco alla rimozione del fosfato che cristallizza il carbonato, e non lo fa precipitare;
3) i prodotti organici della fotosintesi apportano materiale utile al processo di calcificazione (scheletogenesi) o i nutrienti o l’energia apportata al corallo permettono una più rapida calcificazione.
Dagli esperimenti condotti non possiamo dire quale sia la migliore ipotesi, poichè non possiamo escluderne nessuna.
Una osservazione appare essere inconsistente con le idee attuali sull’intima relazione tra fotosintesi algale e la calcificazione del corallo. Nel corallo Acropora cervicornis come in altre forme, la calcificazione è più elevata agli apici e decresce fino alla base, molte alghe simbionti sono ritrovate negli apici, e aumentano andando verso la base dove sono molto più abbondanti, forniscono al corallo un marrone molto scuro, in contrasto con l’estremità dove le alghe non sono presenti che sono molto chiare.”

Questo è l’Abstract tradotto  dell’articolo pubblico ‘Role of symbiotic algae (zooxanthellae) in coral calcification‘, apparso sulla rivista di informazione scientifica BIOLOGICAL BULLETIN Vol.141 pag. 350-363 dell’ottobre del 1971.
Anche se oramai molto datata, all’epoca questa ricerca era veramente molto importante perchè le informazioni a disposizione riguardo all’anatomia e ai processi biologici (fisiologia) dei coralli costruttori erano inesistenti.
Ho preso spunto da questo articolo per fare alcune riflessioni sui coralli allevati nei nostri acquari e sui metodi che oggi abbiamo a disposizione per farli crescere.

Osservazioni in natura
Nell’ultimo viaggio fatto quest’ottobre alle maldive sono rimasto impressionato dall’assenza di colore del reef. In aereo tutti mi raccontavano dei magnifici colori che avrei trovato e di come mi avrebbero impressionato, mentre ne sono quasi stato deluso, anche se in alcuni punti ho trovato colorazioni molto belle. Personalmente in vasca mantengo un buon numero di coralli sia a polipo piccolo che grande, ma dosando inostri prodotti, non ho mai assistito a cambiamenti di colore, cioè non ho mai notato i coralli scurirsi. Qualche corallo ha cicatrizzato le piccole ferite che aveva ssumendo un aspetto “sano”, ritengo che crescano correttamente e con un adeguato tasso di deposizione.

Ritornando alla gestione degli acquari credo che ci si stia spingendo verso dei metodi che non favoriscono la naturale biologia degli animali e che sfruttano “false colorazioni” per vendere prodotti (di cui molte volte non si conoscono i componenti) e che fanno espellere le importanti alghe simbiotiche ai coralli.
Ogni appassionato conosce in tutti i dettagli l’anatomia dei coralli che alleva e, probabilmente, ne sa molto di più dei ricercatori che scrissero quest’articolo.
Appurato che le alghe simbionti che vivono nei coralli sono utili, dobbiamo capire perchè ci spingano a farle uscire dall’animale, indebolendolo, e rendendolo molto più fragile.
Non franintendetemi, i coralli colorati piacciono molto anche a me!
Vorrei porre la vostra attenzione su colorazioni dei coralli che considero “false”, e che potrebbero essere dovute ad una eccessiva eliminazione (”spurgo”) di alghe per composti non idonei introdotti in acquario. Come si legge in alcuni forum la concentrazoine elevata di alghe tende a far scurire il tessuto dei polipi (altrimenti trasparente/bianco - vedi bleaching).  E’ altresì vero che in certe vasche, molto ricche di nutrienti, la proliferazione di zooxanthellae all’interno del tessuto del corallo, raggiunge vaolri molto alti. Non è detto che questo sia male!
Si legge anche che il corallo non possa controllare lo sviluppo delle alghe simbionti. Personalmente credo che, così come le può espellere, possa decidere di aumentare le alghe al suo interno (IMHO).  La colorazione  che ho visto in mare alle maldive, nei coralli più colorati, il tessuto non si presentava biancastro (colore solo dovuto alla trasparenza del tessuto che mostra il bioanco dello scheletro), anzi era molto saturo e pieno.
Ragionando ora a livello di alga simbiotica. Sappiamo che il colore che vediamo è l’unico riflesso e non assorbito dello spettro solare, e questo in riferimento ai pigmenti fotosensibili significa che maggiore è l’ ampiezza dello spettro solare che colpisce i centri fotosensibili, maggiore sarà la diversità dei pigmenti che sarà presente, in modo che possa venire assorbita e trasformata in energia la maggior parte dello spettro. Una buona concentrazone di alghe è quindi utile al corallo che trae il massimo beneficio da una buona esposizione delle stesse alla luce solare. Il paragone lo possiamo fare con le tridacne, che hanno le stesse alghe nel tessuto estroflesso e ci mostrano i magnifici colori che appreziamo tanto. Perchè a questi bivalvi non facciamo espellere le alghe?? Semplicemente perchè andremmo ad indebolire e sottrarre una importantissima fonte di nutrimento alla tridacna stessa! Perchè lo facciamo con i coralli??

Ritengo sia importante cercare di comprendere quali siano i meccanismi che fanno scurire i colori nei coralli e valutare accuratamente la qualità della luce che forniamo. In acquario tropicale di acqua dolce, si scelgono le lampade in base allo spettro che favorisce maggiormente la fotosintesi, in modo da permettere di allevare le piante di ogni tipo sia sul fondo vasca che più in superficie. Cosa sappiamo sulle clorofille delle zooxanthelle?? siamo sicuri che la quantità di acqua presente in natura non modifichi in maniera importante lo spettro luminoso?

Concludo lasciandovi più dubbi di quelli che avevate all’inizio dell’articolo, non vi nascondo che ne sono sorti tanti anche in me.

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