Acquario: la vasca che tutti conosciamo, per dare una definizione potremmo dire che è un parallelepipedo di forma rettangolare, composta da 5 lastre di vetro o materiale plastico saldate insieme, capace di contenere acqua.
Akadama: fertilizzante per piante bonsai utilizzato sovente al posto del fondo fertilizzante in acquario di acqua dolce dove si vuole fornire maggiore nutrimento ed avere una varietà di piante molto elevata
Aragonite: L’aragonite è un minerale costituito da carbonato di calcio neutro e puro (CaCO3). È quello depositato dai coralli costruttori. Viene utilizzato anche nei reattori di calcio o nel DSB. La struttura ne rende facile la dissoluzione a pH anche poco acidi (<6,5 pH)
Ardesia: roccia sedimentaria che puù essere facilmente tagliata in lastre che possono essere utilizzate per formare terrazze o altre strutture per vivacizzare il layout della vasca Continua a leggere ‘Dizionario dei termini usati in acquariofilia’
Monthly Archive for Gennaio, 2010
La biodiversità:
Partiamo come sempre dalla definizione presa da wikipedia:
“Per biodiversità si intende l’insieme di tutte le forme viventi, geneticamente dissimili e degli ecosistemi ad esse correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità biologica: di geni, specie, habitat ed ecosistemi.
L’anno 2010 è l’Anno internazionale della biodiversità.”
ed analiziamo i termini utilizzati:
- Forme viventi geneticamente dissimili: tutti gli organismi hanno un corredo genetico, il famoso DNA, che li caratterizza e li rende diversi tra loro e gli impedisce di incrociarsi tra loro.
- Ecosistema: ambiente caratteristico per le relazioni che esistono tra gli abitantanti, un biotopo può essere considerato un ecosistema, così come un lago, fiume oppure una pozza d’acqua stagnante. Per il nostro interesse, l’ ecosistema da considerare è la barriera corallina in toto (acqua, batteri, rocce, coralli, vermi, lumache, ricci, pesci, ecc.)
Perchè la biodiversità è importante?
Un ambiente con molti organismi differenti è capace di adattarsi meglio e più velocemente ai cambiamenti, anche repentini, a cui può venire soggetto Continua a leggere ‘Come aumentare la biodiversità dell’acquario marino e reef’
Sempre più spesso trovo sui forum richieste di aiuto per la scoperta in acquario di uova di pesce pagliaccio.
Purtroppo al momento della scoperta delle uova, se non si è attrezzati, la possibilità di salvare la nidiata è praticamente inesistente. Non disperate, a distanza di poche settimane ne avrete dicuramente nu’altra.
Prima di tutto risulta molto importante valutare quando possano essere state deposte le uova. Per fare questo dobbiamo valutare la colorazione delle uova e, se già iniziato, lo sviluppo delle larve. Continua a leggere ‘Riprodurre Pesci Pagliaccio (Amphiprion spp. as NEMO)’
Vediamo ora nel dettaglio cosa sono le zooxantelle (zooxanthellae) e come funzionano all’interno del corallo.
Da Wikipedia si può leggere:< protozoo flagellato del Gen. Sybmiodinium comunemente in simbiosi con molti animali tra cui i coralli (Anthzoa); organismo Autotrofo che partendo da carbonio inorganico (CO2) è capace di sintetizzare molecole con alto valore energetico come glucosio, glicerolo e amminoacidi, derivati dal processo di fotosintesi. La zooxantella trasferisce al corallo l’80/90% di energia a lui necessaria. La zooxantella trae vantaggio dal corallo poichè gli offre protezione, rifugio, e un’ottima esposizione alla luce.>
Un’attenta analisi dei termini utilizzati nell’articolo ci consente di fare alcune considerazioni importanti:
- Simbiosi: mutualistica, entrambi gli organismi traggono vantaggio dalla convivenza insieme.
- Autotrofo: organismo capace di utilizzare materiale inorganico per produrre, alla fine di un processo biologioco, composti organici con elevato valore nutrizionale come ad esempio lo zucchero (glucosio, C6H12O6).
- Fotosintesi: processo che sfrutta l’energia solare per la produzione di zuccheri utili all’alga per crescere.
Il processo di fotosintesi, che avviene all’interno dell’alga è identico a quello che avviene nelle piante terrestri, lo conosciamo tutti fin dai tempi delle prime scuole frequentate. Vorrei sinteticamente illustrarlo per evidenziare alcuni dettagli che portano alla colorazione del corallo tramite i pigmenti protettivi che le alghe possono produrre. 
A livello di cellule algali identifichiamo gli organuli dove avviene la fotosintesi che sono i cloroplasti. Hanno una struttuta a più “sacchi” sovrapposti (gialli e verdi in figura). All’interno dei sacchetti (tilacoidi) sono presenti tutti i fattori (enzimi, trasportatori, ecc) per far avvenire la reazione di fotosintesi. Non riporto tutta la sequenza di reazioni, ma allego questo link con l’immagine. Come sappiamo tutti, la più importante molecola della fotosintesi è la clorofilla, cioè quella molecola capace di catturare l’energia presente nella luce e trasferirla alle reazioni necessarie alla sintesi. Esistono molte molecole differenti di clorofilla, due sono le principali A e B. La differenza tra clorofilla A e B sta nella lunghezza dell’onda luminosa che sono capaci di catturare. La clorofilla A ha un primo picco (maggiore assorbenza) a 430 nm e un secondo picco a 662 nm, mentre la clorofilla B ha il primo picco 453 nm e un secondo a 642 nm. Esistono tuttavia molte altre strutture di clorofilla, con assorbimento a diverse lunghezze d’onda. Come si vede in wikipedia, la clorofilla A è universale, mentre nelle alghe sono presenti altri tipi come C1, C2 e nei dinoflagellati è presente la clorofilla d. Questa ampia gamma di clorofille permette all’alga di massimizzare la quantità di luce catturata e traformata in energia, aumentando la quantità di prodotto finale ottenuto.
Le alghe quando sottoposte a fortissima irradiazione, come nei momenti di bassa marea, producono altr pigmenti per respingere la parte di radiazione ultravioletta dannosa al delicato sistema di sintesi dello zucchero. Altri pigmenti possono essere sviluppati dal corallo e l’insieme di questi pigmenti sono iridescenti e riflettenti così che la colorazione sembra più brillante e i raggi nocivi sono respinti efficacemente.
Molto importante è, quindi, la valutazione dello spettro di emissione delle lampade che vengono poste ad illuminare l’acquario; molto del colore che vedremo in vasca e nella colorazione degli animali dipende da cosa riusciamo a far giungere al corallo in termini di energia luminosa.
L’energia luminosa, oltre a essere prodota dalle lampade e sparata verso la vasca, subisce altre perdite e soprattutto viene filtrata dalla massa d’acqua che c’è tral’animale e la fonte luminosa. L’acqua come si sà poù assumerre colorazioni dovute alle sostanze somministrate e scartate dai pesci e influenzare al qualità dalla luce che arriva sul corallo.
Tutti i fattori evidenziati mostrano come l’eliminazioene delle zooxantelle dal corallo per fargli prendere colore non siano biologicamente corretti.