Le alghe simbionti dei coralli - parte 2

Vediamo ora nel dettaglio cosa sono le zooxantelle (zooxanthellae) e come funzionano all’interno del corallo.
Da Wikipedia si può leggere:< protozoo flagellato del Gen. Sybmiodinium comunemente in simbiosi con molti animali tra cui i coralli (Anthzoa); organismo Autotrofo che partendo da carbonio inorganico (CO2) è capace di sintetizzare molecole con alto valore energetico come glucosio, glicerolo e amminoacidi, derivati dal processo di fotosintesi. La zooxantella trasferisce al corallo l’80/90% di energia a lui necessaria. La zooxantella trae vantaggio dal corallo poichè gli offre protezione, rifugio, e un’ottima esposizione alla luce.>

Un’attenta analisi dei termini utilizzati nell’articolo ci consente di fare alcune considerazioni importanti:

  • Simbiosi: mutualistica, entrambi gli organismi traggono vantaggio dalla convivenza insieme.
  • Autotrofo: organismo capace di utilizzare materiale inorganico per produrre, alla fine di un processo biologioco, composti organici con elevato valore nutrizionale come ad esempio lo zucchero (glucosio, C6H12O6).
  • Fotosintesi: processo che sfrutta l’energia solare per la produzione di zuccheri utili all’alga per crescere.

Il processo di fotosintesi, che avviene all’interno dell’alga è identico a quello che avviene nelle piante terrestri, lo conosciamo tutti fin dai tempi delle prime scuole frequentate. Vorrei sinteticamente illustrarlo per evidenziare alcuni dettagli che portano alla colorazione del corallo tramite i pigmenti protettivi che le alghe possono produrre. cellula vegetale
A livello di cellule algali identifichiamo gli organuli dove avviene la fotosintesi che sono i cloroplasti. Hanno una struttuta a più “sacchi” sovrapposti (gialli e verdi in figura). All’interno dei sacchetti (tilacoidi) sono presenti tutti i fattori (enzimi, trasportatori, ecc) per far avvenire la reazione di fotosintesi. Non riporto tutta la sequenza di reazioni, ma allego questo link con l’immagine. Come sappiamo tutti, la più importante molecola della fotosintesi è la clorofilla, cioè quella molecola capace di catturare l’energia presente nella luce e trasferirla alle reazioni necessarie alla sintesi. Esistono molte molecole differenti di clorofilla, due sono le principali A e B. La differenza tra clorofilla A e B sta nella lunghezza dell’onda luminosa che sono capaci di catturare. La clorofilla A ha un primo picco (maggiore assorbenza) a 430 nm e un secondo picco a 662 nm, mentre la clorofilla B ha il primo picco 453 nm e un secondo a 642 nm. Esistono tuttavia molte altre strutture di clorofilla, con assorbimento a diverse lunghezze d’onda. Come si vede in wikipedia, la clorofilla A è universale, mentre nelle alghe sono presenti altri tipi come C1, C2 e nei dinoflagellati è presente la clorofilla d. Questa ampia gamma di clorofille permette all’alga di massimizzare la quantità di luce catturata e traformata in energia, aumentando la quantità di prodotto finale ottenuto.

Le alghe quando sottoposte a fortissima irradiazione, come nei momenti di bassa marea, producono altr pigmenti per respingere la parte di radiazione ultravioletta dannosa al delicato sistema di sintesi dello zucchero. Altri pigmenti possono essere sviluppati dal corallo e l’insieme di questi pigmenti sono iridescenti e riflettenti così che la colorazione sembra più brillante e i raggi nocivi sono respinti efficacemente.

Molto importante è, quindi, la valutazione dello spettro di emissione delle lampade che vengono poste ad illuminare l’acquario; molto del colore che vedremo in vasca e nella colorazione degli animali dipende da cosa riusciamo a far giungere al corallo in termini di energia luminosa.
L’energia luminosa, oltre a essere prodota dalle lampade e sparata verso la vasca, subisce altre perdite e soprattutto viene filtrata dalla massa d’acqua che c’è tral’animale e la fonte luminosa. L’acqua come si sà poù assumerre colorazioni dovute alle sostanze somministrate e scartate dai pesci e influenzare al qualità dalla luce che arriva sul corallo.
Tutti i fattori evidenziati mostrano come l’eliminazioene delle zooxantelle dal corallo per fargli prendere colore non siano biologicamente corretti.

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