Riprodurre Pesci Pagliaccio (Amphiprion spp. as NEMO)

Sempre più spesso trovo sui forum richieste di aiuto per la scoperta in acquario di uova di pesce pagliaccio.
Purtroppo al momento della scoperta delle uova, se non si è attrezzati, la possibilità di salvare la nidiata è praticamente inesistente. Non disperate, a distanza di poche settimane ne avrete dicuramente nu’altra.
Prima di tutto risulta molto importante valutare quando possano essere state deposte le uova. Per fare questo dobbiamo valutare la colorazione delle uova e, se già iniziato, lo sviluppo delle larve. Questa operazione non è sempre facile da effettuare e la capacità aumenta con l’aumentare dell’esperienza, ci si può anche aiutare con una veloce ricerca con Google immagini (per esempio cercando deposizione pagliacci). Il primo colore presente al momento della deposizione varia a seconda della specie allevata, arancione per l’ A. ocellaris (nemo), rosa o viala per i A. frenatus e così via per le altre specie. La cosa che si deve valutare è quanto il colore sia saturo, man mano che passano le ore (le prime 24h) il colore varia fino a diventare marroncino e a scurirsi sempre di più. La presenza di uova bianche è da imputare a muffe che hanno attaccato quelle non fecondate. Queste uova vengono eliminate dalla coppia molto velocemente, e quindi non si vedono spesso.
La stima del tempo trascorso, nei giorni successivi al secondo, è sempre più complessa. L’uniformità della colorazione che assumono le uova durante lo sviluppo della larva non permette di sapere se siamo al 3-4-5 giorno. Successivamente, qualche ora prima della schiusa (24h circa) inizia a formarsi un riflesso argenteo all’apice libero dell’uovo. Queso riflesso è dovuto alla colorazione di una zona sopraoculare della larva. Alcune larve si sviluppano più velocemente di altre, ma la schiusa avvine in un’unica volta, quando più del 80% delle larve sono complete. Il colpo d’occhio a questo punto sembra argenteo, mancano poche ore! A volte mi è capitato di assistere a schiuse a distanza di 24h oppure che la schiusa si protraesse fino alla mattina successiva. La schiusa avviene, come in natura, al buio e nelle mie coppie varia da 30 a circa 60 minuti dopo lo spegnimento delle luci. Un altro fattore da considerare è la temperatura dell’acqua, a 27°C le mie nascite ci impiegano 8 giorni esatti (ora più ora meno) attestando a 216 gradi/giorno la durata dello sviluppo.  Da adesso, se non siamo attrezzati, ci sono le vere difficoltà!

Con cosa dobbiamo avere per essere attrezzati ?
Per una nidiata di medie dimensioni, servono circa 2 litri di rotiferi per ogni pasto delle larve. I pasti possono variare da 2 a 3 al giorno, oppure possiamo mantenere una densità costante di organismi all’interno della vasca delle larve, bisogna trovare la migliore soluzione personale. I pasti con rotiferi vengono somministrati per circa 10 giorni, mentre si può somministrare artemia appena schiusa a partire dal 6-7 giorno.

Per avere i rotiferi necessari ad alimentare le larve, si deve avere a disposizione del fitoplancton, l’alimento dei rotiferi. Con colture adeguatamente grandi di rotiferi, serve un buon quantitativo di fitoplancton poichè possono consumarlo molto velocemente se la coltura si trova in una fase logaritmica di crescita. Per avere rotiferi a sufficienza per una nascita, personalmente tengo circa 10 litri di fitoplancton maturo in coltura continua. Posso consigliarvi di acquistare il fitoplancton dai negozi specializzati, in modo da sgravarsi dal’oneroso compito di gestirlo. La controindicazione può essere che il negoziante utilizzi un fertilizzante non adatto (concime per piante verdi da vaso - che contiene troppo rame) e che i rotiferi muoiano inspiegabilmente.Come puoi vedere dai documenti elettronici scaricabili dal nostro sito, un fattore limitante è poi la qualità dell’alga allevata. I tempi per avere un fitoplancton con una buona concentrazione di cellule è di almeno una settimana da una diluizione all’altra. Vedete che se il volume di partenza è basso ci si impiega veramente molto tempo ad arrivare ad avere una quantità di coltura utile per alimentare i rotiferi e poi, ottenuto il loro aumento, allevare le larve.
Capite che voler allevare le larve di una deposizione senza avere i materiali occorrenti, o senza svenarsi economicamente, è quasi imossibile.
Se siete interessati, ricordate che si possono utilizzare sia il fito che i rotiferi per alimentare corall a scheletro duro sia a polipo piccolo che grande e soprattutto per aumentare la biodiversità di plancton bentonico della vasca a reef di barriera.

Enjoy your reef!

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