Anatomia del corallo

Dal Sito del NOAA.gov prendo spunto per illustrare l’anatomia del polipo di corallo. La struttura che viene descritta vale tanto per i coralli a polipo piccolo come quelli del Gen. Acropora, Montipora sia per quelli a polipo grande come per esempio Turbinaria o Favia.

La parte più esterna, quella che si  vede normalmente, è chiamata Epidermide, mentre la parte più interna, sempre nascosa al nostro occhio è detta Gastrodermide. Tra le sue strutture è presente una “gelatina” che prende il nome di Mesoglea.
Il cenosarco

Ogni corallo, come ben sappiamo, ha uno scheletro di carbonato di calcio e la struttura che il polipo forma a contatto con il carbonato prende il nome di Calice, racchiuso in una struttura più grossa detta Teca. Il calice è fondamentale per la corretta classificazione della specie, la struttura del calice è univoca per ogni specie. Il livello di crescita è dove sono presenti tutti i calici è detto Piatto Basale. Il piatto basale racchiude tutte i calici, le strutture presenti all’interno del Calice si chiamano Setti e dividono il calice per tutta la sua altezza attribuendo le caratteristiche sopra citate per l’identificazione della specie. Lo spazio tra due calici diversi, non presenta nessuna particolarità ed è ricoperta da tessuto in comune dei due diversi polipi vicini, questo spazio di tessuto vivo prende il nome di Cenosarco.
Il polipo vivo ha le seguenti strutture, la Bocca, sormontata da uno o più anelli di tentacoli che possono essere molto sviluppati oppure piccoli, fino ad essere fusi tra loro. Il numero dei tentacoli ci permette anch’esso di distinguere la famiglia di appartenenza dei coralli tra esacoralli (multipli di 8 - Hexacorallia) oppure Ottocoralli (solo otto tentacoli - Octocorallia).

La struttura del Cenosarco non mostra particolarità di rilievo, uno strato esterno senza alcun organo di predazione (nematocisit), solo alcuni canali dicomunicazione tra i differenti polipi, forse per poter scambiare le sostanze nutritizie. La Mesoglea è comunque uno strato indeterminato tra un polipo e l’altro e forse si hanno trasporti di sostanze attive lungo tutto il cenosarco del corallo. Le Spine, sono delle piccole inflessioni presenti in alcuni coralli, ma non hanno a mio sapere alcun utilità per noi acquariofili.

Il cenosarco

L’analisi del tessuto che costituisce il polipo, rileva notevolmente più interesse per qualsiasi appassionato di immersioni o di acquari. Procedendo ventralmente (dall’esterno verso l’interno dell’animale) osserviamo molti stratidi tessuto diversi e ben differenziati:

corallo, anatomia della parete

Ben differenziata in due differenti strati è quella parte che abbiamo precedentemente chiamato Epidermide: uno strato esterno a contatto con l’acqua e tutto quello che può contenere, della mesoglea (la gelatina ininterrotta), ed uno strato più interno contenente le zooxanthelle e differenziat, in parte, anche per la digestione delle prede. Questo modello proposto, molto semplificato, rende però l’idea di come anche se pur piccoli i polipi dei coralli siano molto complessi. Al centro ritroviamo un parte vuot, definita in precedenza stomaco. Nello stomaco esistono struttre fortemente modificate, chiamate filamenti digestivi, che hanno il compito, rilasciando enzimi, di ridurre le prede ai componenti base (elementi nutrizionali: carbidrati, grassi, vitamine) e di permetterne il trasporto all’interno delle cellule (tutte funzioni che nell’uomo assolvono stomaco, intestino, fegato).

Nella parte del disco basale o piatto basale, le cellule deigestive sono separate da cellule deputate alla deposizione del calcio da un’ulteriore strato di mesoglea. Le cellule Calicoblastiche sono capaci di prendere il calcio e con energia, derivante dalla fotosintesi, legarlo all’anidride carbonica e formare il carbonato di calcio. Affermare a questo punto, come ho visto scritto in alcuni forum, che le zooxanthelle depositano calcio, capirete anche voi che non è molto corretto… come dire che se prendo il sole, mi crescono di più le unghie dei piedi!!

Molte altre strutture sono presenti e differenziano le varie specie di coralli, organi riproduttivi, capacità di alcune cellule di dividersi in cellule con funzioni molto differenti sono altri aspetti da considerare per comprendere appieno la complessità dei coralli

Appena troverò altre belle immagini, farò altri post.

Le immagini in questo articolo provengono dal oppure dal Monaco scientific center  a cui vanno tutti i diritti. Sono statemodificate solo nei testi

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