Archivio autore per Davide

L’acquario di Monaco (Principato di Montecarlo)

Dopo un breve scambio di mail con gli amici della sezione didattica dell’Acquario Civico di Milano, riesco a trovare un passagio in pullman con loro per andare a rivedere il Museo Oceanografico e Acquario a Montecarlo. La giornata inizia molto presto, alle 5.30 del mattino sono in auto per raggiungere il punto di ritrovo da dove partirà il pullman che ci porterà a destinazione.

Avevo già visitato  una volta l’acquario di Monaco insieme a due colleghi della IperGiardineria di Magenta, e il ricordo che ne avevo era molto positivo, questo mi ha spinto a partecipare alla giornata organizzata dall’Istituto degli Studi sul Mare con cui di recente ho fatto un viaggio/studio alle Maldive.

Il marchio USDA

Gli scienziati incaricati dalla Fsa hanno cercato su tre grandi database di pubblicazioni scientifiche tutti gli articoli pubblicati dal 1958 al febbraio 2008 che confrontavano le sostanze nutrienti nei cibi biologici e convenzionali. I testi potevano essere scritti in qualsiasi lingua, ma il riassunto (abstract) doveva essere in inglese. L’inglese è ormai la lingua internazionale per le pubblicazioni scientifiche. Esistono ancora riviste specializzate in lingue diverse, ma sempre più spesso anche quelle che escono in paesi non di madrelingua inglese, come Russia, Italia o Germania, vengono scritte in inglese per poter avere una diffusione più ampia.

Utilizzando parole chiave come organic agriculture, comparison, nutrients e così via, la ricerca nei database ha individuato 52.417 citazioni di possibile interesse. Come sa benissimo chiunque abbia provato a fare una ricerca su Google, i possibili documenti candidati devono poi essere esaminati uno ad uno per verificare che siano realmente pertinenti. Questo controllo ha selezionato 292 possibili pubblicazioni rilevanti per lo studio. Può sembrare una riduzione notevole, ma poiché lo scopo di una rassegna sistematica è quello di dare la miglior opinione possibile su un certo argomento, è necessario escludere a priori le pubblicazioni che non soddisfino i requisiti minimi di qualità. In questo caso si è deciso di scartare qualsiasi pubblicazione non sottoposta a peer review, ossia comunicazioni a congressi, rapporti, tesi di laurea e altre fonti con un grado di affidabilità basso. I ricercatori poi hanno escluso i lavori non direttamente rilevanti (ad esempio quelli che si focalizzavano sul contenuto di elementi contaminanti come piombo e mercurio).

Gli articoli meritevoli di essere inclusi nella rassegna sono risultati 162, di cui 30 scritti in un linguaggio diverso dall’inglese; 120 articoli selezionati sono stati pubblicati dopo il 2000. Il numero di articoli presi in considerazione non è molto elevato, e questo probabilmente la dice lunga sulla qualità globale dei lavori pubblicati in questo campo: 44 di essi sono stati esclusi perché erano stati pubblicati senza il processo di revisione dei pari (insomma, non valgono nulla, e mi chiedo quante volte magari siano stati citati sui giornali). Ogni articolo è stato passato al setaccio da due ricercatori per estrarne i risultati e costruire un database globale. Su un totale di cento alimenti e 455 tra nutrienti e altre sostanze analizzate, solamente per 23 sostanze si sono trovati dati sufficienti per un’elaborazione statistica.

A questo punto gli autori della rassegna hanno fatto una cosa molto interessante: hanno attribuito un livello di qualità a ogni testo. Se l’articolo soddisfaceva una serie di requisiti era considerato di buona qualità. Una delle richieste era ad esempio la presenza di una descrizione precisa delle varietà agricole indagate: non quindi «pomodori», ma «pomodori San Marzano». Questo è di fondamentale importanza se si vogliono raffrontare in modo corretto i prodotti, altrimenti si rischia di confrontare le proverbiali pere con le mele. Doveva poi essere indicata con precisione la metodologia statistica utilizzata per analizzare i dati, e ho già spiegato come questo sia fondamentale per permettere a chi legge l’articolo di capire quanto significative siano le eventuali differenze riscontrate. Dovevano essere indicati chiaramente i metodi di produzione biologica, incluso il nome dell’ente certificatore. Anche questo è fondamentale perché nel mondo i termini «organico» o «biologico» vengono declinati in modi diversi, e alcune pratiche agricole ammesse in un paese possono essere vietate in un altro. In mancanza di questi e altri requisiti, la ricerca veniva etichettata come di bassa qualità. Solamente 55 articoli dei 162 iniziali, il 34 per cento, soddisfaceva i requisiti minimi. È un numero molto basso che fa riflettere: è infatti necessario migliorare il livello della ricerca scientifica in questo campo se si vogliono ottenere risultati attendibili e riproducibili. Un invito che gli autori della rassegna rivolgono a «tutti i ricercatori che lavorano su questi argomenti».

Lo studio ha preso in esame i vari nutrienti, eventualmente raggruppati in famiglie (quella degli antiossidanti, ad esempio, include diverse molecole) e per ogni nutriente ha calcolato le differenze percentuali riscontrate. Questo è stato necessario per poter confrontare studi diversi. In altre parole, indagando per esempio il contenuto di vitamina C nei vari alimenti (latte, mele, pomodori ecc.) si è verificato quale fosse la deviazione percentuale tra la quantità di vitamina presente negli alimenti bio e in quelli convenzionali.

tratto da http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/page/6/

Iniziamo un nuovo acquario

I problemi che si possono incontrare nella realizzazione di un acquario sono sempre molti, spero di aiutarvi in questa delicata fase, perché chi ben comincia è a metà dell’opera!

Tralasciando l’aspetto estetico della parte di layout, vorrei porre l’attenzione sulla parte del filtraggio, vero cuore della vasca. In questo scomparto, almeno in acqua dolce, avvengono i processi chimici attuati dai batteri che permettono l’instaurarsi delle buone condizioni per eliminare le sostanze tossiche mortali dall’acqua.

Questi processi sono da favorire e far sviluppare molto velocemente poiché da questo dipende la vita dei pesci inseriti Continua a leggere ‘Iniziamo un nuovo acquario’

1° Convegno Gocciablu

Nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 maggio, a Livorno, si è svolto il 1° congresso dell’associazione GocciaBlu.
Ho avuto il piacere di essere ospitato per tenere, insieme a Giorgio Pavesi (pres. Ass. Hippoitalia) la relazione sul mantenimento dei cavallucci marini in acquario, lo scopo che ci prefiggiamo con la nostra associazione.

La manifestazione articolata sulle due giornate si svolgeva con la presentazione di relazioni tecniche e divulgative ed esperienze personali ottenute dai soci, negozianti, e da altre associazioni invitate. Gli argomenti toccati sono stati molti, tutti interessanti.
Si è iniziato, dopo il benvenuto datoci dal presidente Andrea Dazzi, con la relazione sulla fisiologia dei coralli e sulla loro alimentazione dell’amico dott. Roberto Ferri, che ha illustrato tutto ciò che può essere applicato per sviluppare plancton a livello hobbistico.

gocciablu_1.jpg
Prima della presentazione tenuta da Giorgio e da me, abbiamo ammirato stupefatti la proiezione di fotografie di Gabriele Calcagna, esperto fotografo subacqueo e montate veramente bene in una splendida presentazione.gocciablu_2.jpg

gocciablu_3.jpg

Ci siamo lasciati per un paio di ore e ritrovati successivamente a cena, tutti insieme, a parlare di acquari davanti a, quello che penso, un  piatto di Caciucco alla livornese (ottimo a detta di chi lo ha mangiato), mentre per i carnivori c’erano arrosti misti molto buoni!

L’inizio della seconda giornata prevedeva la relazione del dott. Fabrizio Albanesi, medico veterinario, che ha mostrato alcune foto del suo archivio e spiegato i trattamenti da effettuare in caso di patologie dei pesci in acquario. Successivamente Roberto ha trattato la seconda parte del suo discorso sulla fisiologia dei coralli.
Sempre nella mattinata Ferdinando Bertazzini, socio di Gocciablu, ha illustrato al numeroso pubblico, come riprodurre con successo il cardinale di Bangaii (Pterapogon kaudernii), illustrando inoltre le tematiche di salvaguardia che noi acquariofili possiamo adottare per preservarlo integro in natura.

Nella pausa pranzo è stato servito un buffet con ottimi piatti cucinati e serviti in modo egregio dal catering.

Nel pomeriggio Geppy ha mostrato alla platea come forare una vasca piena, nel caso decidessimo di passare dall’acquario d’acqua dolce a quello marino in modo da poter collegare una sump tecnica, senza incorrere in eccessive spese dovute al cambio di vasca e di mobile. L’acquisto degli accessori necessari grava già abbastanza sul nostro hobby.
Di seguito alla performance di Geppy,è stata estratta la lotteria con i prodotti offerti dagli espositori intervenuti, una vasca per marino e una plafoniera a led erano i primi due premi, ma anche tutti gli altri non erano da meno.

L’ultimo intervento prima della conclusione della manifestazione è stato quello del titolare del negozio SeaBox di Viareggio il sig. Sestini, che da grande appassionato ed esperto subacqueo ci ha spiegato l’importanza degli oligoelementi e di quelli a suo avviso più importanti per la reintegrazione in acquario a reef di barriera a coralli con polipi piccoli (SPS).

Spero si ripeta nel 2011, e che le due associazioni possano avere uno sviluppo molto veloce, e che anche altre associazioni si uniscano per far esplodere la passione acquario a tutti i livelli.

CITES - 15° conferenza delle parti

Ciao, tra pocopiù di 15 minuti inizierà la 15° conferenza delle parti della CITES.

La conferenza delle parti (COP) è la riunione dove tutti gli stati membri del trattato di Washington  decidono quali animali siano da inserire o togliere dalle varie apendici (I-II-III) della convenzione e quali sanzioni siano da porre in essere per ridurre il traffico di specimens delle specie protette. Continua a leggere ‘CITES - 15° conferenza delle parti’

Un altro essere strano

Ciao, sempre dal nuovo filtro posto tra vasca e sump oggi ho trovato questa medusa:corals_why_not_2.jpg

please identify my ?corals?, ?jellyfish?

Ciao, dopo aver lasciato un “filtro” a raccogliere l’acqua dello scarico della vasca verso la sump, oggi, passando al microscopio tutto il filtrato, ho trovato questo organismo.

coral  why not

Ad oggi, dopo qualche giorno di filtrazione e raccolta di esserini, ho raggiunto circa i 20 esemplari, mentre della medusina c’è sempre e solo quell’esemplare. Oggi ho trovato un “polipo” identico alla medusina, ma con tentacoli, bocca, piatto basale come un polipo di corallo. Sono quasi sicuro che si tratti della gorgonia…

corals_why_not_3.jpg

 

 

15.03.2010 - Ciao, oggi ho scaricato le mail, come tutte le mattine… e la sorpresa è stata questa bella mail che mi aiuta ad identificare tutti gli animali di cui ho messo le foto:

Dear Davide,
I have checked your picture: you have polyps of a hydroid in your tank (Hydrozoa).
Best regards,
Dirk Petersen

 

Dr. Dirk Petersen
Assistant Curator & Coral Scientist
Science Director SECORE
Oceanium, Rotterdam Zoo

 

Non seprime molto ma conferma quanto avevo sospettato…

 

[ Download ]

I probiotici e il filtro biologico

Sull’ultimo numero di HobbyZoo, rivista del pet riservata agli operatori del settore, nella sezione “dal mondo della scienza” ho trovato un interessante articolo preso dal lavoro “Inhibitory effects of Bacillus probionts on growth and toxin production of Vibrio harveyidi T. Nakayama et Al. (2009) che tratta dell’utilità dei batteri probiotici nell’acquario.

Il batterio in oggetto di studio dell’articolo, è spesso presente in acquario e porta con se alcune patologie o problemi di mal funzionamento dell’impianto di filtraggio. Vibrio harveyi è causa anche delle esplosioni “biancastre” che avvengono improvvisamente in acquario. Può provocare malattie a pesci (dagli squali ai cavallucci marini) e a invertebrati. La sintomatologia causata da questo batterio può attaccare diversi apparati (lesioni oculari, gastro-enteriti, luminous vibriosis-vibriosi luminosa; ma non sono riuscito a trovare un termine in italiano) ed avere differenti esiti a seconda della concentrazioni di cellule patogene. Il batterio viene comunemente studiato per la grande rilevanza che ne risente il settore dell’acquacoltura edule gambericola, dove provoca grandi perdite di interi stock produttivi. Continua a leggere ‘I probiotici e il filtro biologico’

Anatomia del corallo

 

L’anatomia del corallo

Dal Sito del NOAA.gov prendo spunto per illustrare l’anatomia del polipo di corallo. La struttura che viene descritta vale tanto per i coralli a polipo piccolo come quelli del Gen. Acropora, Montipora sia per quelli a polipo grande come per esempio Turbinaria o Favia.

La parte più esterna, quella che si  vede normalmente, è chiamata Epidermide, mentre la parte più interna, sempre nascosta al nostro occhio è detta Gastrodermide. Tra le sue strutture è presente una “gelatina” che prende il nome di Mesoglea.

Continua a leggere ‘Anatomia del corallo’

Simbiosi alga-corallo

La relazione tra zooxanthelle e corallo - biochimica della simbiosi

Un altro articolo dedicato allo stretto rapporto esistente tra corallo e le alghe simbionti, le zooxanthelle.

Come sappiamo le zooxanthelle vivono in simbiosi con i coralli costruttori e ne permettono la crescita fornendo alla cellula animale nutrimento e sottraendo l’anidride carbonica che potrebbe danneggiarla e rallentare il meccanismo di deposizione dell’aragonite.

I benefici che il corallo trae, possono essere: Le alghe permettono al corallo di avere un numero elevato di piccoli polipi che gli permettono di ramificarsi molto di più offrendo una migliore “filtrazione” dell’acqua aumentando il numero di possibili prede.

Le alghe consumano più co2 di quello prodotto dal corallo aiutandolo a crescere e respirare.

Come terzo vantaggio, la simbiosi con le alghe permette al corallo di far entrare composti inorganici dall’ambiente esterno che altri coralli non fotosintetici non possono fare. Questa apparentemente piccolo vantaggio ha conseguenze elevate se paragonato al “deserto” nutritivo presente nel reef.
I benefici che trae la zooxanthella, sono ovviamente la quantità di nutrienti presente nella cellula del corallo (per esempio la concentrazione di fosfato e ammoniaca, nel corallo, può arrivare a 50 volte quella dell’ambiente esterno).

Molti organismi come già accennato possono avere delle alghe simbionti al loro interno, ma esistono delle differenze sostanziali tra i coralli e altri organismi come per esempio le Tridacne. Negli animali come le tridacne le alghe sono contenute in vacuoli (camere separate dal citoplasma) quindi vengono considerate esterne alla cellula animale, mentre nei coralli sono all’interno della cellula e questo favorisce gli scambi tra metabolismo (processo che porta alla formazioni di molecole utili) e catabolismo (processo che porta alla formazione di composti di scarto) dei due esseri.

Se prendessimo delle cellule vegetali dai tessuti corallini e li ponessimo in coltura (con medium adatto) otterremmo  una crescita molto più elevata di quella misurabile all’interno del corallo. Questo perché esiste un meccanismo di limitazione che il corallo può mettere in azione quando la velocità di crescita delle cellule vegetali aumenta troppo. Limitando l’assorbimento di azoto  o fosfato il corallo può regolare la quantità di zooxanthelle presenti al suo interno (si parla di scurimento dei coralli quando questo meccanismo viene a mancare). Il meccanismo di controllo sembra essere basato  sul limitare la disponibilità di fosfato (Pi), mentre non c’è regolazione sull’azoto. Si nota che il corallo avendo questa possibilità “coltiva” veramente il suo orticello! (questa teoria non è universalmente accettata, ma è la più logica…)

Per alcuni motivi, l’azoto, come ammonio, non sembra essere sotto il controllo del corallo, poiché il passaggio all’interno della cellula sarebbe per diffusione, mentre il controllo del fosfato in forma di PO4 sembrerebbe regolato da uno scambio tramite l’uso di energia e che può essere regolato ed attivato dalla cellula animale. Parte dell’energia necessaria al processo di trasporto attivo del fosfato sembra derivi dal processo di fotosintesi delle zooxanthelle stesse

Si evidenzia così l’importanza del fattore luce sotto un nuovo aspetto, la luce promuove il bilancio energetico totale del corallo. in natura i coralli crescono a profondità diverse e quindi riescono a catturare quantità differenti di luce. Se leghiamo questo aspetto al bilancio energetico del corallo. Possiamo affermare che i coralli a piena luce, attivano i meccanismi e hanno un buon livello energetico, mentre coralli che vivono più in profondità regolano molto di più il meccanismo di trasporto del fosfato e hanno un bilancio energetico inferiore rispetto i precedenti.

Un altro punto fondamentale che non è però del tutto chiaro, è l’influenza delle alghe alla deposizione di calcio. Il corallo utilizza la CO2 per avere la fonte di carbonato utile da usare insieme al calcio (Ca++). La forma in cui viene deposto il carbonato dal corallo è l’aragonite, un isomero del carbonato.

Appena ritrovo alcuni appunti dispersi in “archivio” vi metterò delle semplici esemplificazioni sulle teorie legate al processo di trasferimento di energia e di carboidrati/carbonato dall’alga al corallo o continuate in questo articolo.